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Articles

A selection of Giorgio Netti's writings and interviews

D'istante la durata
«Morphologically speaking, I view a piece of music as a plot of interacting relationships, more similar to an organism than to an object to be taken apart. From this point of view – of which there are certainly many others – the process of life taking shape in the prenatal phase offers an enlightening structural parallel. After the spermatozoid enters the egg, through the exponential subdivision of the first cell from morula to the blastocysts to the embryo to the fetus, the process of formation develops from the general to the particular simultaneously on three different levels – inner, middle and outer – becoming finally a form in and of itself at the moment of birth. An unfathomable process that more often than not manages to occur, miraculously overcoming innumerable perils to the great awe of everyone, including the mother, who would never have believed...»
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D'istante la durata
«Penso morfologicamente un pezzo musicale come una trama di relazioni fra loro interagenti, più simile ad un organismo che a un oggetto da smontare. Da questo punto di vista, ne esistono certo molti altri, il progressivo organizzarsi della vita nella fase prenatale è per me un parallelo strutturale illuminante: dopo l’ingresso dello spermatozoo nell’ovulo, attraverso l’esponenziale suddivisione della prima cellula dalla (morula alla) blastocisti all’embrione al feto, il processo di formazione si sviluppa dal generale al particolare contemporaneamente su tre livelli, interno, medio ed esterno, diventando infine forma a sé stante nascendo. Un processo sotteraneo che il più delle volte miracolosamente si compie superando incalcolabili insidie con grande meraviglia di tutti e della madre che mai avrebbe creduto…»
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Di una relazione fra le arti
Scrivo musica – l’ascolto; non so se sia stata questa pratica col tempo ad aprirmi alle altre arti o piuttosto l’interesse complessivo per loro ad orientare progressivamente il mio cammino musicale ma, oggi, riconosco in ciò che più mi attrae del “ fare musica” un centro, l’essere al centro, al quale e dal quale le differenti provenienze tornano e partono rinnovate. Riassumo queste provenienze indicandone brevemente le polarità interne che, dal punto di ascolto del compositore, maggiormente caratterizzano i rispettivi contributi...
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Interview for Cahiers du saxophone (May 2006)
SB: Cher Giorgio, pourrais-tu dresser un autoportrait pour les lecteurs des Cahiers?
GN: Je suis né à Milan en 1963. Bien qu'ayant toujours fait de la musique, je ne l'ai choisie comme intérêt principal qu'à l'âge de 17 ans, après avoir entendu "Pli selon Pli" de Boulez à la Scala. J'ai été tellement touché que j'ai pensé: "s'il est encore possible d'écrire des œuvres avec un souffle d'une telle ampleur, je dois essayer". J'ai donc commencé assez tardivement l'étude "sérieuse" de la musique, déjà abondamment nourri de philosophie, de littérature et de poésie ... un mélange auquel s'est ajouté, parallèlement à la composition, la découverte du Yoga (une école d'origine parisienne, d'ailleurs!).
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Interview on ) Place ( by Anouk Jeschke (April 2002)
What about the title of the piece, the inverted brackets ?
place è un luogo, è un luogo attorno al quale l’abitato si sviluppa
è un centro, non necessariamente l’unico, caratterizzato dal suo essere vuoto, puro spazio conquistato e lì protetto, in cui è impossibile mettere radici ma del quale ogni umana radice si nutre; place è una piazza, una piazza attraversata: mi è sembrato di sentire la forza di una piazza nel suo abbraccio, nella capacità di contenere, orientando senza costrizione tutto ciò che per natura è di passaggio
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Lettera su inoltre e la poetica
Caro Fede, grazie dell’attenzione, degli ascolti e della lettera come sempre vicini,
ne è nato un contrappunto a più voci che puoi seguire anche saltando, di parallelo in parallelo verticalmente; molte di queste voci sono solo ritardi o risonanze della prima, altre contro canti collegati, ma qualcuna se ne va misteriosamente altrove: forse fuori tema, forse nel fuori del tema, nell’interno dell’esterno dell’interno, nel oltre del dentro, nel in-oltre appunto: ho lasciato che le voci, chiamate dal tuo testo, mi guidassero senza troppo deviarle se non ad un contemporaneo e provvisorio incolonnamento.
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